I.G.P. registrata con Reg. (CE) n. 2066 del 22/11/2002 pubblicato su G.U.C.E. n. 318 serie L del 22/11/2002
Il Carciofo Romanesco del Lazio appartiene alla sp. Cynara scolymus, cultivar Castellammare, Campagnano e relativi cloni. La pianta presenta capolino principale sferico, compatto con caratteristico foro all'apice, dimensioni grandi, brattee esterne con sfumature violette, ad apice arrotondato, inciso, inermi. Il periodo di produzione è precoce con inizio gennaio per la cultivar Castellammare, tardiva con inizio marzo - aprile per la cultivar Campagnano. La zona di produzione comprende alcuni comuni delle province di Latina, Roma e Viterbo. La raccolta è manuale, inizia a gennaio e si protrae fino a maggio. Il carciofo era coltivato nelle campagne laziali già in epoca romana. In età moderna si segnala la coltivazione intensiva da circa cinquant'anni, abbinata all'introduzione di sagre dedicate al prodotto a Ladispoli, Sezze e Campagnano, per citare le più importanti. Svariati sono gli utilizzi gastronomici del prodotto e tante le ricette che lo vedono protagonista.
Dispositivo di controllo rev.01 del 04/04/07
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